Certosino

Certosino - Dolce natalizio di Bologna

Certosino - Dolce natalizio di Bologna

Il Certosino è il dolce di Natale a Bologna, altrimenti noto come pan speziale (zertuséin o pan spzièl in dialetto bolognese).

Pare che l’origine del nome risalga al Medioevo quando i farmacisti (allora detti speziali) si occupavano della produzione del dolce. Successivamente furono i frati della Certosa di Bologna a prepararlo e il nome del dolce divenne dunque quello della confraternita.

Di ricette ce ne sono tante quanto sono le famiglie!
Quella che propongo risulta dall’analisi delle ricette di autori autorevoli del territorio bolognese, non ultima, quella depositata dalla delegazione di Bologna dell’Accademia Italiana della Cucina presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bologna, protetta con il marchio di qualità STG (Specialità Tradizionale Garantita).

Non si tratta di una ricetta di difficile esecuzione, occorre però una giornata di tempo per preparare tutti gli ingredienti, l’impasto e cuocere i dolci. Per essere consumato a Natale, va preparato in anticipo, a fine novembre o il giorno dell’Immacolata (8 dicembre).

Il certosino non accetta mezze misure. Gusto, consistenza e la presenza trionfale dei canditi conferiscono al dolce un carattere molto forte: o lo si ama o lo si odia! Molti bolognesi non possono neanche vederlo, ma possono sempre ripiegare sul fratello del certosino il panone, di cui magari ti racconterò il prossimo anno.

Per ora ti rivolgo tanti cari auguri di un sereno Natale 2009.

Ingredienti per n. 8 certosini di 18 cm di diametro

1000 gr farina 00
600 gr miele artigianale (acacia o millefiori)
200 gr scorza di cedro candito
150 gr scorza di arancio candita
500 gr di mostarda bolognese
500 gr mandorle
150 gr noci (la ricetta originale prevede i pinoli, ma io avevo le noci buone dell’albero!)
100 gr cacao amaro
150 gr cioccolato fondente
15 gr spezie per certosino (detto rusco a Bologna)
20 gr carbonato di ammonio
150 gr vino rosso (io ho utilizzato labrusco) oppure Marsala
100 gr zucchero
7 gr sale

Per decorare:

1000 gr frutta candita (pera, albicocca, mandarino, fico, ciliegia, arancio)
50 gr di zucchero
30 gr mandorle
miele

Come procedere

  1. Il giorno precedente l’inizio dei lavori unisci le spezie al vino (almeno per 8 ore).
  2. Pela 400 gr mandorle (dopo averle immerse qualche minuto in acqua bollente).
  3. Schiaccia le noci (ne occorrono circa 400 gr col guscio per ottenere 150 gr).
  4. Trita finemente le scorze di arancio e di cedro.
  5. Trita al coltello il cioccolato in scagliette sottili.
  6. In una ciotola capiente mescola la farina con il cacao e setaccia un paio di volte.
  7. Tosta la frutta secca (unisci anche i 1oo gr di mandorle con la buccia rimanenti) in forno a 180° C per circa 10 minuti.
  8. Scalda il miele a bagno maria sino a che non diventa molto fluido e caldo.
  9. In un tegame, sul fuoco a calore moderato, scalda la mostarda con il vino e le spezie mescolando bene.
  10. In una ciotola molto capiente poni gli ingredienti che hai scaldato (frutta secca, miele, mostarda con vino e spezie) e unisci il cioccolato: mescola bene con il cucchiaio di legno per i dolci in modo che il cioccolato si sciolga.
  11. Unisci poi il cedro e l’arancia, lo zucchero e il sale e miscela bene mescolando tutti gli ingredienti.
  12. Con un setaccio fai cadere nella ciotola, poco per volta, metà della farina insieme al cacao senza smettere di mescolare per evitare che si formino grumi.
  13. Addiziona il carbonato di ammonio continuando a mescolare (l’impasto comincia a diventare sodo).
  14. Termina di setacciare la farina e il cacao rimanenti: otterrai un composto cremoso e piuttosto sodo.
  15. Fai riposare l’impasto 15 minuti circa in modo che la farina assorba bene i liquidi e l’impasto si rassodi ulteriormente.
  16. Fodera con carta da forno n. 8 stampi rotondi (anche di alluminio usa e getta) di 18 cm di diametro. Se preferisci puoi imburrarli e infarinarli anziché utilizzare la carta d a forno.
  17. Predisponi sul tavolo di lavoro una ciotola di acqua fredda con cui bagnarti le mani, la bilancia (con sopra un piatto bagnato che impedirà all’impasto di attaccarsi), una spatola, gli stampi e la ciotola con l’impasto.
  18. Con le mani bagnate e con l’aiuto di una spatola preleva 450 gr circa di impasto.
  19. Con la porzione di impasto forma un cordone grosso circa 4 cm (basta manipolare l’impasto stringendolo come se stessi impugnando un volante), unisci poi le estremità formando un anello e adagialo nella teglia. Pressa l’anello in modo da riempire la teglia. Deve solo rimanere un buco al centro che si chiuderà in cottura e che garantisce al dolce di cuocersi uniformemente.
  20. Ripeti l’operazione per le altre 7 porzioni di impasto.
  21. Guarnisci ogni certosino con la frutta candita tagliata a fette.
  22. Cuoci a fuoco forte in un pentolino 50 gr di zucchero con due cucchiaini d’acqua sino a che non ottieni un caramello biondo, inserisci le mandorle (eventualmente senza buccia) e mescola bene sino a che non rislutano glassate.
  23. Completa la guarnizione dei certosini inserendo negli spazi vuoti le mandorle.
  24. Cuoci i certosini 4 per volta (un paio su ogni placca) a circa 150° C in forno ventilato per 15 minuti. Poi inverti la posizione della placche (quella sopra, sotto e viceversa) e abbassa a 130° C per altri 15-20 minuti. Per verificare la cottura fai la prova stecchino (deve risultare asciutto).
  25. Dopo un breve riposo fuori dal forno, pennallare i certosini con miele scaldato a bagno maria.
  26. Una volta freddi, coprirli con plastica per alimenti o in maniera tale che non rimangano a contatto con l’aria.
  27. Il certosino deve ora riposare in modo che i sapori maturino insieme. Per essere consumato a Natale, la tradizione vuole infatti che vengano preparati con un mese di anticipo o l’8 dicembre giorno dell’Immacolata.
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4 Commenti

  1. laura
    Pubblicato 20 gennaio, 2010 alle 19:10 | Link Permanente

    Ciao Glutine, sono arrivata qui da gennarino, sono lau ( laura). Il certosino mi piace da morire, ho vissuto più di 20 anni a Bologna e questo è uno dei bei ricordi che ho , gastronomici intendo! Purtroppo ho scoperto la tua ricetta solo ora, ma il prossimo Natale sicuramente lo farò!Grazie!

  2. Pubblicato 21 gennaio, 2010 alle 15:53 | Link Permanente

    Ciao Laura, non sapevo fossi stata mia concittadina!
    Il certosino, a giudizio di chi l’ha ricevuto in dono a Natale, è stato molto apprezzato :-) Lo ripeterò anche io l’anno prossimo.
    Personalmente l’ho trovato un poco troppo dolce, ma non stucchevole. Forse dimezzerò la quantità di zucchero (a seconda della qualità del miele che utilizzerò…).

  3. maria monesi
    Pubblicato 11 novembre, 2011 alle 14:51 | Link Permanente

    mi può dire dove posso reperire a bologna le spezie per il certosino?grazie

  4. pierina
    Pubblicato 29 dicembre, 2013 alle 00:07 | Link Permanente

    Ho mangiato il certosino che è arrivato da Bologna almeno 60 anni fa, allora tutto era speciale e dolci ne circolavano pochi in casa. serbavo un ricordo speciale anche per i colori e sapori della frutta candita. quando ho trovato un libro con la ricetta del certosino ho iniziato a farlo per rigustarlo e regalarlo; non era lo stesso di tanti anni fa finché oggi avendo il P.C. ho cercato una ricetta alternotiva. il problema è capire quali sono le spezie bolognesi previste in ricetta. se qualcuno me le potesse specificare, le sarei molto grata, ma viste le ultime date di visita a qquesto sito ho poche speranze.

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