
Credevo che la zuppa inglese fosse un dolce tipico di Bologna e dintorni. Un dolce povero legato alla cucina dell’aia (a Bologna non c’erano le corti…). Ho recentemente scoperto che con lo stesso nome si designa un dolce piuttosto diverso che si prepara a Napoli. Magari ne esistono anche altre versioni.
Comunque la ricetta che propongo è appunto legata al territorio di Bologna e più in generale all’Emilia-Romagna. Ho aggiunto le nocciole, ci stanno bene, ma nella versione tradizionale non sono contemplate.
Qui ne esistono tante ricette quante sono le famiglie… Una variante molto gustosa che ho provato è con i biscotti o pan di spagna imbevuti di rosolio.
Continua a leggere ‘Zuppa inglese (bolognese)’

Questa è una vecchia ricetta di famiglia, ramificazione pugliese. La eseguo da diversi anni recuperando la ricetta al telefono o su qualche foglietto, ricopiato sommariamente più volte e inserito tra agende, blocchi e quant’altro. Quest’anno ho canonizzato le dosi, sperando poi che internet mi aiuti a fissare il luogo dove ritrovare la ricetta!
Mia nonna le preparava più piatte ed erano anche più verdi (probabilmente usava più zucchine), tant’è che, quand’ero bambino, il mio cuginetto chiamava queste frittelle “bistecche verdi” suscitando l’ilarità dei commensali adulti.
Continua a leggere ‘Frittelle di zucchini’
La pinza triestina si consuma tradizionalmente a Pasqua. Viene accompagnata con prosciutto cotto caldo, o con prosciutto dolce San Daniele.

E’ una brioche ricca di burro, che in altre occasioni è ottima a merenda, a colazione con marmellata, cioccolata o anche da sola.

Se preparata in anticipo si conserva per qualche giorno in sacchetti per alimenti o in scatole di latta. Ricorda di scaldarla un poco in forno per non rinunciare ai profumi e alla fragranza regalati dal burro.
La preparazione, con tre lievitazioni, richiede più di mezza giornata, ma ne vale la pena!
Continua a leggere ‘Pinza triestina pasquale’