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	<title>glutine &#187; inverno</title>
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	<description>Panificazione e companatico</description>
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		<title>Certosino</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 21:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glutine</dc:creator>
				<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Certosino è il dolce di Natale a Bologna, altrimenti noto come pan speziale (zertuséin o pan spzièl in dialetto bolognese).
Pare che l&#8217;origine del nome risalga al Medioevo quando i farmacisti (allora detti speziali) si occupavano della produzione del dolce. Successivamente furono i frati della Certosa di Bologna a prepararlo e il nome del dolce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img title="Certosino - Dolce natalizio di Bologna" src="http://www.glutine.com/images/certosino/certosino.jpg" alt="Certosino - Dolce natalizio di Bologna" width="500" height="396" /><p class="wp-caption-text">Certosino - Dolce natalizio di Bologna</p></div>
<p>Il Certosino è il dolce di Natale a Bologna, altrimenti noto come <strong>pan speziale</strong> (<em>zertuséin</em> o <em>pan spzièl</em> in dialetto bolognese).</p>
<p>Pare che l&#8217;origine del nome risalga al Medioevo quando i farmacisti (allora detti <em>speziali</em>) si occupavano della produzione del dolce. Successivamente furono i frati della Certosa di Bologna a prepararlo e il nome del dolce divenne dunque quello della confraternita.</p>
<p>Di ricette ce ne sono tante quanto sono le famiglie!<br />
Quella che propongo risulta dall&#8217;analisi delle ricette di autori autorevoli del territorio bolognese, non ultima, quella depositata dalla delegazione di Bologna dell&#8217;Accademia Italiana della Cucina presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bologna, protetta con il marchio di qualità STG (Specialità Tradizionale Garantita).</p>
<p>Non si tratta di una ricetta di difficile esecuzione, occorre però una giornata di tempo per preparare tutti gli ingredienti, l&#8217;impasto e cuocere i dolci. Per essere consumato a Natale, va <strong>preparato in anticipo</strong>, a fine novembre o il giorno dell&#8217;Immacolata (8 dicembre).</p>
<p>Il certosino non accetta mezze misure. Gusto, consistenza e la presenza trionfale dei canditi conferiscono al dolce un carattere molto forte: <strong>o lo si ama o lo si odia!</strong> Molti bolognesi non possono neanche vederlo, ma possono sempre ripiegare sul fratello del certosino il <strong>panone</strong>, di cui magari ti racconterò il prossimo anno.</p>
<p>Per ora ti rivolgo tanti cari auguri di un sereno Natale 2009.</p>
<p><span id="more-245"></span></p>
<p><strong>Ingredienti</strong> per n. 8 certosini di 18 cm di diametro</p>
<p>1000 gr farina 00<br />
600 gr miele artigianale (acacia o millefiori)<br />
200 gr scorza di cedro candito<br />
150 gr scorza di arancio candita<br />
500 gr di mostarda bolognese<br />
500 gr mandorle<br />
150 gr noci (la ricetta originale prevede i pinoli, ma io avevo le noci buone dell&#8217;albero!)<br />
100 gr cacao amaro<br />
150 gr cioccolato fondente<br />
15 gr spezie per certosino (detto <em>rusco</em> a Bologna)<br />
20 gr carbonato di ammonio<br />
150 gr vino rosso (io ho utilizzato labrusco) oppure Marsala<br />
100 gr zucchero<br />
7 gr sale</p>
<p>Per decorare:</p>
<p>1000 gr frutta candita (pera, albicocca, mandarino, fico, ciliegia, arancio)<br />
50 gr di zucchero<br />
30 gr mandorle<br />
miele</p>
<p><strong>Come procedere</strong></p>
<ol>
<li>Il giorno precedente l&#8217;inizio dei lavori unisci le spezie al vino (almeno per 8 ore).</li>
<li>Pela 400 gr mandorle (dopo averle immerse qualche minuto in acqua bollente).</li>
<li>Schiaccia le noci (ne occorrono circa 400 gr col guscio per ottenere 150 gr).</li>
<li>Trita finemente le scorze di arancio e di cedro.</li>
<li>Trita al coltello il cioccolato in scagliette sottili.</li>
<li>In una ciotola capiente mescola la farina con il cacao e setaccia un paio di volte.</li>
<li>Tosta la frutta secca (unisci anche i 1oo gr di mandorle con la buccia rimanenti) in forno a 180° C per circa 10 minuti.</li>
<li>Scalda il miele a bagno maria sino a che non diventa molto fluido e caldo.</li>
<li>In un tegame, sul fuoco a calore moderato, scalda la mostarda con il vino e le spezie mescolando bene.</li>
<li>In una ciotola molto capiente poni gli ingredienti che hai scaldato (frutta secca, miele, mostarda con vino e spezie) e unisci il cioccolato: mescola bene con il cucchiaio di legno per i dolci in modo che il cioccolato si sciolga.</li>
<li>Unisci poi il cedro e l&#8217;arancia, lo zucchero e il sale e miscela bene mescolando tutti gli ingredienti.</li>
<li>Con un setaccio fai cadere nella ciotola, poco per volta, metà della farina insieme al cacao senza smettere di mescolare per evitare che si formino grumi.</li>
<li>Addiziona il carbonato di ammonio continuando a mescolare (l&#8217;impasto comincia a diventare sodo).</li>
<li>Termina di setacciare la farina e il cacao rimanenti: otterrai un composto cremoso e piuttosto sodo.</li>
<li>Fai riposare l&#8217;impasto 15 minuti circa in modo che la farina assorba bene i liquidi e l&#8217;impasto si rassodi ulteriormente.</li>
<li>Fodera con carta da forno n. 8 stampi rotondi (anche di alluminio usa e getta) di 18 cm di diametro. Se preferisci puoi imburrarli e infarinarli anziché utilizzare la carta d a forno.</li>
<li>Predisponi sul tavolo di lavoro una ciotola di acqua fredda con cui bagnarti le mani, la bilancia (con sopra un piatto bagnato che impedirà all&#8217;impasto di attaccarsi), una spatola, gli stampi e la ciotola con l&#8217;impasto.</li>
<li>Con le mani bagnate e con l&#8217;aiuto di una spatola preleva 450 gr circa di impasto.</li>
<li>Con la porzione di impasto forma un cordone grosso circa 4 cm (basta manipolare l&#8217;impasto stringendolo come se stessi impugnando un volante), unisci poi le estremità formando un anello e adagialo nella teglia. Pressa l&#8217;anello in modo da riempire la teglia. Deve solo rimanere un buco al centro che si chiuderà in cottura e che garantisce al dolce di cuocersi uniformemente.</li>
<li>Ripeti l&#8217;operazione per le altre 7 porzioni di impasto.</li>
<li>Guarnisci ogni certosino con la frutta candita tagliata a fette.</li>
<li>Cuoci a fuoco forte in un pentolino 50 gr di zucchero con due cucchiaini d&#8217;acqua sino a che non ottieni un caramello biondo, inserisci le mandorle (eventualmente senza buccia) e mescola bene sino a che non rislutano glassate.</li>
<li>Completa la guarnizione dei certosini inserendo negli spazi vuoti le mandorle.</li>
<li>Cuoci i certosini 4 per volta (un paio su ogni placca) a circa 150° C in <strong>forno ventilato</strong> per 15 minuti. Poi inverti la posizione della placche (quella sopra, sotto e viceversa) e abbassa a 130° C per altri 15-20 minuti. Per verificare la cottura fai la prova stecchino (deve risultare asciutto).</li>
<li>Dopo un breve riposo fuori dal forno, pennallare i certosini con miele scaldato a bagno maria.</li>
<li>Una volta freddi, coprirli con plastica per alimenti o in maniera tale che non rimangano a contatto con l&#8217;aria.</li>
<li>Il certosino deve ora riposare in modo che i sapori maturino insieme. Per essere consumato a Natale, la tradizione vuole infatti che vengano preparati con un mese di anticipo o l&#8217;8 dicembre giorno dell&#8217;Immacolata.</li>
</ol>
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		<title>Castagnaccio</title>
		<link>http://www.glutine.com/castagnaccio/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2006 13:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glutine</dc:creator>
				<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[rustico]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sono preso della farina di castagne bio prodotta dal Consorzio castanicoltori di Granaglione (Bo).
Ne ho gia&#8217; mangiato meta&#8217; mannaggia&#8230;

Ingredienti:
180 gr farina di castagne
20 gr cacao amaro
20 gr zucchero di canna
15 gr acqua
200 gr latte
2 cucchiai di zibibbo ammollata nel rum
5 gr baking
un pizzico di sale
Olio extravergine di oliva (toscano), ciuffi di rosmarino fresco
Come procedere:
Setacciare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono preso della farina di castagne bio prodotta dal Consorzio castanicoltori di Granaglione (Bo).</p>
<p>Ne ho gia&#8217; mangiato meta&#8217; mannaggia&#8230;</p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/castagnaccio/castagnaccio.jpg" alt="Immagine" /></p>
<p><span style="font-weight: bold">Ingredienti</span>:<br />
180 gr farina di castagne<br />
20 gr cacao amaro<br />
20 gr zucchero di canna<br />
15 gr acqua<br />
200 gr latte<br />
2 cucchiai di zibibbo ammollata nel rum<br />
5 gr baking<br />
un pizzico di sale</p>
<p>Olio extravergine di oliva (toscano), ciuffi di rosmarino fresco</p>
<p><span style="font-weight: bold">Come procedere</span>:<br />
Setacciare assieme la farina con il cacao e il lievito. Unire lo zucchero e il sale e mescolare bene con una frusta. Unire gradualmente il latte e l&#8217;acqua sino ad ottenere una crema molto densa. Incorporare l&#8217;uvetta sgocciolata dal liquore.</p>
<p>Ungere uno stampo di 25 cm di diametro con l&#8217;olio extravergine di oliva e distribuirvi il composto livellandolo (poco meno di un cm di altezza).</p>
<p>Distribuire a filo l&#8217;olio extravergine e guarnire con ciuffi di rosmarino fresco (eventualmente aggiungere anche una manciatina di pinoli)</p>
<p>Cuocere subito a 170° per 35 minuti circa (devono risultare leggermente crepato in corrispondenza dell&#8217;olio).</p>
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		<title>Cartellate</title>
		<link>http://www.glutine.com/cartellate/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2005 13:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glutine</dc:creator>
				<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[merenda]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente le ho fatte&#8230;
Era tre anni che le volevo provare, ma non avevo il vin cotto.
Ma quest&#8217;estate me ne sono procurato un litro preparato da una signora vicino a Bari. Dire che e&#8217; stupendo non rende l&#8217;idea, quando l&#8217;ho versato nel tegame si e&#8217; riempito di profumo tutta la cucina.
Ringrazio tutti quelli che hanno postato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente le ho fatte&#8230;<br />
Era tre anni che le volevo provare, ma non avevo il vin cotto.<br />
Ma quest&#8217;estate me ne sono procurato un litro preparato da una signora vicino a Bari. Dire che e&#8217; stupendo non rende l&#8217;idea, quando l&#8217;ho versato nel tegame si e&#8217; riempito di profumo tutta la cucina.</p>
<p>Ringrazio tutti quelli che hanno postato le loro ricette.<br />
Io ho fatto anche una telefonatina in puglia e alla fine ho deciso di attenermi alla ricetta di Maria Francesca.</p>
<p>Ecco la foto del lungo lavoro:</p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/cartellate/cartellate_08.jpg" alt="Immagine" /></p>
<p>La ricetta e le foto passo passo.</p>
<p><span style="font-weight: bold">Ingredienti </span>(per 50 pezzi circa):</p>
<p>250 gr farina 0<br />
250 farina 00 per dolci<br />
¼ di cucchiaino di sale<br />
100 gr vino bianco secco<br />
50 gr olio extravergine pugliese<br />
80 gr acqua circa</p>
<p>1 litro di vin cotto di fichi<br />
un pezzetto di cannella</p>
<p>olio di arachidi o di riso per friggere</p>
<p><span style="font-weight: bold">Come procedere</span>:</p>
<p>Mescolare e stacciare le farine sul tagliere, formare poi una larga fontana.<br />
Scaldare sul fuoco il vino insieme all’olio, all’acqua e al sale.<br />
Porre i liquidi al centro della fontana e formare l’impasto.<br />
Impastare qualche minuto la massa che deve risultare non troppo morbida (poco più soda dell’impasto della sfoglia emiliana).</p>
<p>Far riposare l’impasto coperto almeno mezz’ora (durante questa fase diverrà più morbido).</p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/cartellate/cartellate_01.jpg" alt="Immagine" /></p>
<p>Tirare con la macchinetta (sino al penultimo buco) delle sfoglie sottili.<br />
Ricavare con la spronella delle strisce di pasta lunghe circa 33 cm e larghe 3,5/4 cm.</p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/cartellate/cartellate_02.jpg" alt="Immagine" /></p>
<p>Piegare per il lato lungo la striscia e unire ad intervalli, con la pressione delle dita, i lembi di pasta.<br />
Formare delle roselline arrotolando e saldando parti intermedie e la parte finale.</p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/cartellate/cartellate_03.jpg" alt="Immagine" /></p>
<p>Lasciare asciugare una notte.</p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/cartellate/cartellate_04.jpg" alt="Immagine" /></p>
<p>Friggere in olio caldo (se di arachidi 180°, se di riso 210° circa) e sgocciolare bene per qualche ora.</p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/cartellate/cartellate_05.jpg" alt="Immagine" /><br />
<img src="http://www.glutine.com/images/cartellate/cartellate_06.jpg" alt="Immagine" /><br />
<img src="http://www.glutine.com/images/cartellate/cartellate_07.jpg" alt="Immagine" /></p>
<p>Tuffare, per mezzo minuto circa, le cartellate in vin cotto di fichi riscaldato con un pezzetto di cannella. Sgrondare (ma non troppo!) il liquido in eccesso.</p>
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