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	<title>glutine &#187; dolci</title>
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	<description>Panificazione e companatico</description>
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		<title>Certosino</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 21:17:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glutine</dc:creator>
				<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[inverno]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Certosino è il dolce di Natale a Bologna, altrimenti noto come pan speziale (zertuséin o pan spzièl in dialetto bolognese).
Pare che l&#8217;origine del nome risalga al Medioevo quando i farmacisti (allora detti speziali) si occupavano della produzione del dolce. Successivamente furono i frati della Certosa di Bologna a prepararlo e il nome del dolce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><img title="Certosino - Dolce natalizio di Bologna" src="http://www.glutine.com/images/certosino/certosino.jpg" alt="Certosino - Dolce natalizio di Bologna" width="500" height="396" /><p class="wp-caption-text">Certosino - Dolce natalizio di Bologna</p></div>
<p>Il Certosino è il dolce di Natale a Bologna, altrimenti noto come <strong>pan speziale</strong> (<em>zertuséin</em> o <em>pan spzièl</em> in dialetto bolognese).</p>
<p>Pare che l&#8217;origine del nome risalga al Medioevo quando i farmacisti (allora detti <em>speziali</em>) si occupavano della produzione del dolce. Successivamente furono i frati della Certosa di Bologna a prepararlo e il nome del dolce divenne dunque quello della confraternita.</p>
<p>Di ricette ce ne sono tante quanto sono le famiglie!<br />
Quella che propongo risulta dall&#8217;analisi delle ricette di autori autorevoli del territorio bolognese, non ultima, quella depositata dalla delegazione di Bologna dell&#8217;Accademia Italiana della Cucina presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Bologna, protetta con il marchio di qualità STG (Specialità Tradizionale Garantita).</p>
<p>Non si tratta di una ricetta di difficile esecuzione, occorre però una giornata di tempo per preparare tutti gli ingredienti, l&#8217;impasto e cuocere i dolci. Per essere consumato a Natale, va <strong>preparato in anticipo</strong>, a fine novembre o il giorno dell&#8217;Immacolata (8 dicembre).</p>
<p>Il certosino non accetta mezze misure. Gusto, consistenza e la presenza trionfale dei canditi conferiscono al dolce un carattere molto forte: <strong>o lo si ama o lo si odia!</strong> Molti bolognesi non possono neanche vederlo, ma possono sempre ripiegare sul fratello del certosino il <strong>panone</strong>, di cui magari ti racconterò il prossimo anno.</p>
<p>Per ora ti rivolgo tanti cari auguri di un sereno Natale 2009.</p>
<p><span id="more-245"></span></p>
<p><strong>Ingredienti</strong> per n. 8 certosini di 18 cm di diametro</p>
<p>1000 gr farina 00<br />
600 gr miele artigianale (acacia o millefiori)<br />
200 gr scorza di cedro candito<br />
150 gr scorza di arancio candita<br />
500 gr di mostarda bolognese<br />
500 gr mandorle<br />
150 gr noci (la ricetta originale prevede i pinoli, ma io avevo le noci buone dell&#8217;albero!)<br />
100 gr cacao amaro<br />
150 gr cioccolato fondente<br />
15 gr spezie per certosino (detto <em>rusco</em> a Bologna)<br />
20 gr carbonato di ammonio<br />
150 gr vino rosso (io ho utilizzato labrusco) oppure Marsala<br />
100 gr zucchero<br />
7 gr sale</p>
<p>Per decorare:</p>
<p>1000 gr frutta candita (pera, albicocca, mandarino, fico, ciliegia, arancio)<br />
50 gr di zucchero<br />
30 gr mandorle<br />
miele</p>
<p><strong>Come procedere</strong></p>
<ol>
<li>Il giorno precedente l&#8217;inizio dei lavori unisci le spezie al vino (almeno per 8 ore).</li>
<li>Pela 400 gr mandorle (dopo averle immerse qualche minuto in acqua bollente).</li>
<li>Schiaccia le noci (ne occorrono circa 400 gr col guscio per ottenere 150 gr).</li>
<li>Trita finemente le scorze di arancio e di cedro.</li>
<li>Trita al coltello il cioccolato in scagliette sottili.</li>
<li>In una ciotola capiente mescola la farina con il cacao e setaccia un paio di volte.</li>
<li>Tosta la frutta secca (unisci anche i 1oo gr di mandorle con la buccia rimanenti) in forno a 180° C per circa 10 minuti.</li>
<li>Scalda il miele a bagno maria sino a che non diventa molto fluido e caldo.</li>
<li>In un tegame, sul fuoco a calore moderato, scalda la mostarda con il vino e le spezie mescolando bene.</li>
<li>In una ciotola molto capiente poni gli ingredienti che hai scaldato (frutta secca, miele, mostarda con vino e spezie) e unisci il cioccolato: mescola bene con il cucchiaio di legno per i dolci in modo che il cioccolato si sciolga.</li>
<li>Unisci poi il cedro e l&#8217;arancia, lo zucchero e il sale e miscela bene mescolando tutti gli ingredienti.</li>
<li>Con un setaccio fai cadere nella ciotola, poco per volta, metà della farina insieme al cacao senza smettere di mescolare per evitare che si formino grumi.</li>
<li>Addiziona il carbonato di ammonio continuando a mescolare (l&#8217;impasto comincia a diventare sodo).</li>
<li>Termina di setacciare la farina e il cacao rimanenti: otterrai un composto cremoso e piuttosto sodo.</li>
<li>Fai riposare l&#8217;impasto 15 minuti circa in modo che la farina assorba bene i liquidi e l&#8217;impasto si rassodi ulteriormente.</li>
<li>Fodera con carta da forno n. 8 stampi rotondi (anche di alluminio usa e getta) di 18 cm di diametro. Se preferisci puoi imburrarli e infarinarli anziché utilizzare la carta d a forno.</li>
<li>Predisponi sul tavolo di lavoro una ciotola di acqua fredda con cui bagnarti le mani, la bilancia (con sopra un piatto bagnato che impedirà all&#8217;impasto di attaccarsi), una spatola, gli stampi e la ciotola con l&#8217;impasto.</li>
<li>Con le mani bagnate e con l&#8217;aiuto di una spatola preleva 450 gr circa di impasto.</li>
<li>Con la porzione di impasto forma un cordone grosso circa 4 cm (basta manipolare l&#8217;impasto stringendolo come se stessi impugnando un volante), unisci poi le estremità formando un anello e adagialo nella teglia. Pressa l&#8217;anello in modo da riempire la teglia. Deve solo rimanere un buco al centro che si chiuderà in cottura e che garantisce al dolce di cuocersi uniformemente.</li>
<li>Ripeti l&#8217;operazione per le altre 7 porzioni di impasto.</li>
<li>Guarnisci ogni certosino con la frutta candita tagliata a fette.</li>
<li>Cuoci a fuoco forte in un pentolino 50 gr di zucchero con due cucchiaini d&#8217;acqua sino a che non ottieni un caramello biondo, inserisci le mandorle (eventualmente senza buccia) e mescola bene sino a che non rislutano glassate.</li>
<li>Completa la guarnizione dei certosini inserendo negli spazi vuoti le mandorle.</li>
<li>Cuoci i certosini 4 per volta (un paio su ogni placca) a circa 150° C in <strong>forno ventilato</strong> per 15 minuti. Poi inverti la posizione della placche (quella sopra, sotto e viceversa) e abbassa a 130° C per altri 15-20 minuti. Per verificare la cottura fai la prova stecchino (deve risultare asciutto).</li>
<li>Dopo un breve riposo fuori dal forno, pennallare i certosini con miele scaldato a bagno maria.</li>
<li>Una volta freddi, coprirli con plastica per alimenti o in maniera tale che non rimangano a contatto con l&#8217;aria.</li>
<li>Il certosino deve ora riposare in modo che i sapori maturino insieme. Per essere consumato a Natale, la tradizione vuole infatti che vengano preparati con un mese di anticipo o l&#8217;8 dicembre giorno dell&#8217;Immacolata.</li>
</ol>
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		<title>Torta di mele Calvilla</title>
		<link>http://www.glutine.com/torta-di-mele-calvilla/</link>
		<comments>http://www.glutine.com/torta-di-mele-calvilla/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2008 20:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glutine</dc:creator>
				<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[spezie e aromi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Le mela Calvilla bianca d&#8217;inverno è un frutto antico, di derivazione francese &#8211; Calleville (Normandia) &#8211; diffusosi in Europa nel XVI secolo e all&#8217;epoca considerato la regina delle mele.
Viene chiamata “d’inverno” per la caratteristica che       hanno i frutti di conservarsi molto a lungo.  La polpa è fine e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.glutine.com/images/torta_mele/torta_mele.jpg" alt="Torta di mele Calvilla" width="500" height="375" /></p>
<p><em>Le mela Calvilla bianca d&#8217;inverno è un frutto antico, di derivazione francese &#8211; Calleville (Normandia) &#8211; diffusosi in Europa nel XVI secolo e all&#8217;epoca considerato la regina delle mele.<br />
Viene chiamata “d’inverno” per la caratteristica che       hanno i frutti di conservarsi molto a lungo.  La polpa è fine e il sapore dolce, ma anche un poco acidulo. Si consuma cruda, ma è ottima anche cotta.<br />
Da quest&#8217;ultima indicazione fornitami dal rivenditore degli <a title="Antichi Poderi del Paradiso" href="http://www.antichipoderidelparadiso.com/" target="_blank">Antichi Poderi del Paradiso</a>, che aveva uno stand presso la <a href="http://www.glutine.com/sagra-delle-piante-e-animali-perduti/" target="_blank">Sagra delle piante e animali perduti</a> ho pensato di preparare una torta di mele.</em></p>
<p><em>L&#8217;indicazione era corretta, la mela Cavilla (la nonna della mela Renetta) si è prestata ottimamente allo scopo <img src='http://www.glutine.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
La ricetta è stata elaborata da quella di Laura Ravaioli (presentata sul <a title="Torta di mele" href="http://www.gennarino.org/forum/viewtopic.php?f=15&amp;t=11418&amp;hilit=mele#p107638" target="_blank">forum di Gennarino</a>) eliminando una quota di burro (stiamo leggeri) a favore di yogurt bianco preparato da me.</em></p>
<p><span id="more-123"></span></p>
<p><strong>Ingredienti</strong> &#8211; Per una torta di 24 cm di diametro</p>
<p style="padding-left: 30px;">150 g farina 0<br />
7 g cremor tartaro (o lievito chimico)<br />
50 g burro<br />
100 g yogurt bianco<br />
100 zucchero<br />
scorza grattuggiata di 1/2 limone<br />
3 uova<br />
2 cucchiai rasi zucchero<br />
1 cucchaio raso di cannella polverizzata<br />
4 mele Calvilla (o Renetta)<br />
un pizzico di sale</p>
<p><strong>Come procedere</strong></p>
<p>Imburra e infarina lo stampo.</p>
<p>In un pentolino fai fondere il burro con lo yogurt. Trasferisci il liquido nell&#8217;impastatrice e, con la frusta a foglia, miscelalo con lo zucchero, la scorza di limone e il pizzico di sale. Unisci una ad una le uova (prima di aggiungere l&#8217;uovo successivo attendi che il precedente si sia ben amalgamato). Addiziona in un solo colpo la farina setacciata con il cremor tartaro e fai miscelare bene per qualche minuto sino a che il composto non risulta ben liscio.</p>
<p>Trasferisci nello stampo il composto.</p>
<p>Sbuccia le mele, tagliale a spicchi e inserisci in verticale ogni spicchio nel composto.</p>
<p>Spolverizza la torta con zucchero e cannella precedentemente miscelati.</p>
<p>Cuoci in forno a 180°C per 45 minuti.</p>
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		<title>Schiacciata all&#8217;uva</title>
		<link>http://www.glutine.com/schiacciata-uva/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 19:12:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glutine</dc:creator>
				<category><![CDATA[autunno]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[dolci lievitati]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[merenda]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dalla tradizione toscana una splendida focaccia da preparare con l&#8217;uva nera da vino.
Questo tipo di uva, difficile da reperire al supermercato, è caratterizzata da acini piccoli, zuccherini, sodi e con semi piccoli (mi pare di aver letto che esiste anche una qualità senza semi).

Paradossalmente la ricetta che mi ha ispirato proviene dal libro inglese Bread [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.glutine.com/images/schiacciata_uva/schiacciata_uva_01.jpg" alt="Schiacciata uva" width="500" height="375" /></p>
<p><em>Dalla tradizione toscana una splendida focaccia da preparare con l&#8217;uva nera da vino.</em></p>
<p><em>Questo tipo di uva, difficile da reperire al supermercato, è caratterizzata da acini piccoli, zuccherini, sodi e con semi piccoli (mi pare di aver letto che esiste anche una qualità senza semi).</em></p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/schiacciata_uva/schiacciata_uva_02.jpg" alt="Schiacciata uva" width="500" height="375" /></p>
<p><em>Paradossalmente la ricetta che mi ha ispirato proviene dal libro inglese <a title="bread matters." href="http://www.breadmatters.com/" target="_blank">Bread Matters</a> di Andrew Whitley.<br />
Le diverse fermentazioni e l&#8217;aggiunta di farina integrale regalano un gusto pieno e originale a questa schiacciata da gustare appena tiepida.<br />
</em></p>
<p><em>Un grazie a Stefania per avermi regalato dell&#8217;uva cabernet-sauvignon dal suo vigneto!</em></p>
<p><span id="more-56"></span></p>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">Per il lievitino (tipo poolish)<br />
75 g farina 0<br />
20 g zucchero<br />
5 g lievito di birra<br />
100 g acqua (a 30° C)</p>
<p style="padding-left: 30px;">Per l&#8217;impasto<br />
100 g farina integrale biologica<br />
75 g farina 0<br />
10 g zucchero di canna<br />
30 g olio extravergine di oliva (toscano)<br />
50 g acqua<br />
1/2 cucchiaino di sale</p>
<p style="padding-left: 30px;">Per farcire<br />
400 g circa di acini d&#8217;uva nera da vino<br />
20 g zucchero di canna</p>
<p><strong>Come procedere</strong></p>
<p>In una ciotola capiente sciogli il lievito nell&#8217;acqua aggiungi lo zucchero e la farina e mescola bene. Fai riposare per 45 minuti circa.</p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/schiacciata_uva/schiacciata_uva_03.jpg" alt="Schiacciata uva" width="500" height="375" /></p>
<p>Unisci gli altri ingredienti e forma l&#8217;impasto. Trasferiscilo sulla spianatoia e  impasta per circa 10 minuti. Deve risultare morbido ma non appiccicoso.</p>
<p>Fai lievitare coperto sin quasi al raddoppio (circa un&#8217;ora).</p>
<p>Dividi l&#8217;impasto in due parti e forma due palle che poi spianerai all&#8217;altezza di 1 cm (diametro di circa 15 cm).</p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/schiacciata_uva/schiacciata_uva_04.jpg" alt="Schiacciata uva" width="500" height="375" /></p>
<p>Distribuisci gli acini di uva in maniera molto ravvicinata su un disco di pasta</p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/schiacciata_uva/schiacciata_uva_05.jpg" alt="Schiacciata uva" width="500" height="375" /></p>
<p>Sovrapponi l&#8217;altro disco schiacciando moderatamente (assicurati che esca l&#8217;aria) e sigilla i due dischi lungo il diametro. Con questa operazione la schiacciata avrà raggiunto il diametro di circa 20 cm.</p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/schiacciata_uva/schiacciata_uva_06.jpg" alt="Schiacciata uva" width="500" height="375" /></p>
<p>Non ti resta che decorare con gli altri acini la superficie della schiacciata e schiacciare.<br />
Con garbo, ma schiaccia, altrimenti poi in cottura gli acini si staccano&#8230; La focaccia ora avrà raggiunto un diametro di 30 cm.<br />
Aggiungi infine lo zucchero di canna.</p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/schiacciata_uva/schiacciata_uva_07.jpg" alt="Schiacciata uva" width="500" height="375" /></p>
<p>Cuoci a 180° C per circa mezz&#8217;ora.</p>
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		<title>Strucolo in straza</title>
		<link>http://www.glutine.com/struccolo-in-straza/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2008 19:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glutine</dc:creator>
				<category><![CDATA[colazione]]></category>
		<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[dolci lievitati]]></category>
		<category><![CDATA[rustico]]></category>
		<category><![CDATA[spezie e aromi]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ho pensato di riaprire il blog, dopo la pausa estiva, proprio con un dolce tipico delle zone in cui sono andato a rilassarmi: il Carso tirestino.
Il nome apparentemente bizzarro della ricetta mi fa sorridere! Sul Carso il termine strucolo è assai noto in ed equivale allo Strudel, dolce molto diffuso sull&#8217;altopiano in tante variati (prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.glutine.com/images/strucolo_straza/strucolo_straza_01.jpg" alt="Strucolo in straza" width="500" height="375" /></p>
<p><em>Ho pensato di riaprire il blog, dopo la pausa estiva, proprio con un dolce tipico delle zone in cui sono andato a rilassarmi: il <a title="Carso triestino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carso" target="_blank">Carso tirestino</a>.</em></p>
<p><em>Il nome apparentemente bizzarro della ricetta mi fa sorridere! Sul Carso il termine strucolo è assai noto in ed equivale allo Strudel, dolce molto diffuso sull&#8217;altopiano in tante variati (prima fra tutti lo <strong>Strucolo de pomi</strong></em> &#8211; Strudel di mele).</p>
<p><em>La particolarità di questo dolce sta nella cottura. Lo Strucolo in straza (<strong>&#8220;Strudel </strong><strong>nello straccio</strong>&#8220;) viene storicamente avvolto in un telo e lessato! I lembi dello straccio venivano attorcigliati e fissati su un bastone che posato su una tegame pieno di acqua o di latte consentiva al dolce di rimanere in ammollo durante la cottura. Una variante era quella della cottura a vapore ottenuta lasciando il dolce a poca distanza dal dal liquido in ebollizione.</em></p>
<p><em>Ho provato questo dolce qualche anno fa (è difficile da trovare nei menu dei ristoranti), ma la ricetta l&#8217;ho elaborata da un recente acquisto: &#8220;Pasticceria triestina&#8221; di Mariella Devoscovi Palmini (ed. Italo Svevo).<br />
</em></p>
<p><em>La consistenza della pasta è molto originale in quanto non è presente la crosta e la mollica è morbida e spugnosa. Il gusto dipende poi dal ripieno che può spaziare dalla frutta fresca alla frutta secca passando dalla ricotta&#8230; Io ne ho scelto uno non particolarmente ricco, ma che era quello che mi avevano proposto in uno dei miei ristoranti preferiti carsolini: <a title="Ristprante Gruden" href="http://www.myresidence.it/" target="_blank">Gruden</a><br />
</em></p>
<p><em>Per questioni di igiene ho scelto di utilizzare al posto del telo una garza sterile grande (disponibile in farmacia) e per la cottura una pesciera con cestello.</em></p>
<p><span id="more-96"></span></p>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<p><strong>Serve: 8-10 persone</strong></p>
<p>Per l&#8217;Impasto:<br />
250 g farina 0<br />
35 g zucchero<br />
25 g burro<br />
2 tuorli<br />
100 g latte<br />
10 g lievito di birra<br />
1/2 limone (la buccia grattugiata)<br />
sale</p>
<p>Per il ripieno:<br />
2 manciate di noci tritate grossolanamente<br />
2 manciate di uvetta<br />
2-3 cucchiai di rum<br />
miele millefiori del Carso e/o zucchero di canna<br />
cannella</p>
<p>Per servire:<br />
pane grattato rosolato nel burro<br />
oppure zucchero semolato e cannellla</p>
<p><strong>Come procedere</strong><br />
Sulla spianatoia setaccia la farina e crea un cratere al centro. Sbriciola il lievito e scioglilo con il latte appena tiepido (27° C), unisci lo zucchero e i tuorli a temperatura ambiente.<br />
Mescola e incorpora un poco di farina la farina. Fai riposare 15 minuti circa.<br />
Incorpora l&#8217;altra farina, il sale e la scorza di limone ammassando bene tutti gli ingredienti. Comincia ad impastare ed unisci gradualmente il burro a più riprese battendo l&#8217;impasto. Lavora battendo per 10 minuti circa. Deve risultare liscio ed elastico.<br />
Fai lievitare coperto sino al raddoppio (1,5 h circa).</p>
<p>Intanto rompi le noci e tritale grossolanamente. Metti a bagno l&#8217;uvetta in un paio di cucchiai di rum.</p>
<p>Stendi l&#8217;impasto in forma rettangolare e pennellalo col miele. Cospargi con le noci, l&#8217;uvetta, lo zucchero e la cannella. Arrotola lo strucolo e chiudilo senza stringere in una garza (devi lasciare la garza lenta in modo che possa raddoppiare).</p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/strucolo_straza/strucolo_straza_02.jpg" alt="Strucolo in straza" width="500" height="375" /></p>
<p>Fai lievitare lo strucolo sin quasi al raddoppio.</p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/strucolo_straza/strucolo_straza_03.jpg" alt="Strucolo in straza" width="500" height="375" /></p>
<p>Versa nel tegame acqua bollente e un poco di sale e cuoci per 40 minuti, girando il dolce a metà cottura.</p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/strucolo_straza/strucolo_straza_04.jpg" alt="Strucolo in straza" width="500" height="375" /></p>
<p>Attendi che il dolce raffreddi un poco, elimina la garza e taglia delle fette, partendo dal centro, di un paio di cm di spessore. Puoi servirle con zucchero semolato e cannella, ma anche con pane grattato rosolato nel burro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Zuppa inglese (bolognese)</title>
		<link>http://www.glutine.com/zuppa-inglese-bolognese/</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 13:46:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>glutine</dc:creator>
				<category><![CDATA[dolci]]></category>
		<category><![CDATA[tradizione]]></category>

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Credevo che la zuppa inglese fosse un dolce tipico di Bologna e dintorni. Un dolce povero legato alla cucina dell&#8217;aia (a Bologna non c&#8217;erano le corti&#8230;). Ho recentemente scoperto che con lo stesso nome si designa un dolce piuttosto diverso che si prepara a Napoli. Magari ne esistono anche altre versioni.
Comunque la ricetta che propongo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.glutine.com/images/zuppa_inglese/zuppa_inglese_01.jpg" alt="Zuppa inglese" width="500" height="375" /><br />
<em>Credevo che la zuppa inglese fosse un dolce tipico di Bologna e dintorni. Un dolce povero legato alla cucina dell&#8217;aia (a Bologna non c&#8217;erano le corti&#8230;). Ho recentemente scoperto che con lo stesso nome si designa un <a title="Zuppa inglese napoletana" href="http://www.gennarino.org/forum/viewtopic.php?f=15&amp;t=13231">dolce piuttosto diverso che si prepara a Napoli</a>. Magari ne esistono anche altre versioni.<br />
Comunque la ricetta che propongo è appunto legata al territorio di Bologna e più in generale all&#8217;Emilia-Romagna. Ho aggiunto le nocciole, ci stanno bene, ma nella versione tradizionale non sono contemplate.<br />
Qui ne esistono tante ricette quante sono le famiglie&#8230; Una variante molto gustosa che ho provato è con i biscotti o pan di spagna imbevuti di rosolio.</em></p>
<p><span id="more-93"></span></p>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;">Per 6 persone</p>
<p style="padding-left: 30px;">4 tuorli<br />
80 g zucchero semolato<br />
500 g latte (meglio crudo)<br />
50 g farina 00<br />
50 g cioccolato fondente (al 50% di cacao)<br />
1/2 bacello di vaniglia (o la scorza di mezzo limone)<br />
1 pizzico di sale</p>
<p style="padding-left: 30px;">150 g biscotti savoiardi (o pan di spagna)<br />
100 g circa di liquore alchermes<br />
100 g circa di acqua<br />
35 g nocciole tostate<br />
cacao in polvere</p>
<p><strong>Come procedere</strong></p>
<p>Scalda il latte con il bacello di vaniglia, inciso per il lungo, sino a che non fuma. Spegni il fuoco, copri la pentola e lascia in infusione per almeno 15 minuti.</p>
<p>Intanto, con un buon coltello trita il cioccolato e ponilo in una ciotola resistente al calore.</p>
<p>Trita anche grossolanamente le nocciole.</p>
<p>In una fondina mescola l&#8217;acqua e l&#8217;alchermes, intingici i biscotti rapidamente e fodera con i biscotti la ciotola in cui servirai il dolce.</p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/zuppa_inglese/zuppa_inglese_04.jpg" alt="Zuppa inglese" width="500" height="375" /></p>
<p>In un pentola mescola i tuorli con lo zucchero e il sale, aggiungi poi la farina setacciata. Riscalda il latte e aggiungilo alla crema poco per volta. Porta la pentola sul fuoco e cuoci la crema a fiamma bassa mescolando continuamente sino a che non sobbolle e si addensa. Continua la cottura per altri 3-5 minuti mescolando bene in modo che non si formino grumi.</p>
<p>Aggiungi metà della crema al cioccolato e mesca bene sino a che non risulta omogenea.</p>
<p>Versa la crema al cioccolato sui biscotti e poi la crema gialla.</p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/zuppa_inglese/zuppa_inglese_03.jpg" alt="Zuppa inglese" width="500" height="375" /></p>
<p><img src="http://www.glutine.com/images/zuppa_inglese/zuppa_inglese_02.jpg" alt="Zuppa inglese" width="500" height="375" /></p>
<p>Completa con le nocciole e una spolverata di cacao. Riponi coperto in frigo, sino a poco prima di servire il dolce.</p>
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