Monthly Archive for Settembre, 2006

Pane non impastato

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Questo pane non va impastato e gli alveoli si gonfiano che è una meraviglia…

Non è farina del mio sacco (questo detto è proprio appropriato) ma del maestro Hamelman.
Questa ricetta credo esprima la quintessenza del Maestro che predica di lavorare poco gli impasti (anche se io, dopo aver letto il suo libro, non so se approvo sino in fondo).

Gli ingredienti:
500 gr farina 0
350 gr acqua
10 gr sale
5 gr lievito di birra (fresco)

Come procedere:
Come dicevo un pane che non si impasta.
Miscela gli ingredienti in una ciotola ottenendo un “ammasso” molto morbido.
Inserisci una spatola morbida lungo la parete interna della ciotola sino a raggiungere il fondo e poi porta l’impasto verso il centro, al di sopra dell’impasto, ribaltandolo delicatamente sull’impasto stesso (insomma un folding, una “piega”). Ruta la ciotola di 20° in modo da lavorare su un’altra porzione di impasto e ripeti l’operazione per 20 volte consecutivamente.

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Copri con pellicola la ciotola e ponila al caldo (27°C circa) per 30 minuti.

La riprendi e rifai i 20 “giri” di spatola, copri e rimetti al caldo.

Questo procedimento deve durare 3 ore e ½ per un totale di 6 volte.

A questo punto trasferisci l’impasto su un piano infarinato, formi una palla, la poni su un tagliere ben infarinato, la copri e lo fai lievitare 1 ora e ½ al caldo (sempre i 27° circa).

Io avevo formato la palla, ma durante quest’ultima lievitazione si era molto “seduta”, nel senso che aveva lievitato ma allargandosi.
Il pane va ribaltato prima di cuocerlo. Siccome temevo che fosse troppo basso, prima di ribaltarlo ho piegato a metà l’impasto lungo il diametro e poi l’ho ribaltato facendolo scivolare sulla pietra refrattaria calda (forno a 240° C).

Lo cuoci in circa mezz’ora.

Grissini

Gita a Torino. Davvero buoni di Rubatà!!! E soprattutto, durano diversi giorni se conservati al riparo dall’aria!

Ecco un paio di foto:

Rubatà
Rubatà

Ho voluto provare con la ricetta di Hamelman. Li ho fatti ieri, e oggi sono ancora buoni, speriamo che durino!

Per farli durare, dalle prove che ho fatto con diverse ricette, bisogna comunque cuocerli sinchè ben dorati. Non ho ancora capito quanto sia influente la percentuale di grasso. Probabilmente aiuta, ma a Torino ho anche preso grissini “all’acqua” (senza grassi) che, come dicevo, sono durati quasi una settimana.

Questi provati da Hamelmann hanno una percentuale di grassi, tra olio e burro, del 22%. Mica poco!

Grissini

Ecco le dosi esatte.

300 gr farina 0
155 gr acqua
35 gr olio extravergine di oliva
30 gr burro
5 gr di sale
9 gr lievito di birra fresco
opzionale – semi che preferite (io ho usato 3 gr di semi di nigella)

Grissini
L’impasto va fatto riposare un’ora.

Poi va steso a rettangolo da cui si ricavano tanti bastoncini che poi si “stirano” sulla teglia.

Grissini

Prima si possono passare nella semola per renderli più rustici (i Rubatà che ho provato mi sa che avevano il mais).

Grissini

Cottura a 200° sinché ben dorati.
Buoni!

Crumiri

Ho preparato i crumiri seconda la ricetta di Carnacina.

300 gr di fioretto (farina fine di mais)
300 gr di burro
220 gr farina 00
180 gr zucchero semolato (vanigliato)
4 uova
poca scorza di limone grattata o vaniglia
(Io ho aggiunto) 3 gr di bicarbonato di ammonio sciolto nelle uova.

Lavorare come un frolla.
Riposare in frigo e poi con la siringa formare dei bastoncini lunghi 10 cm circa e ripiegarli al centro formando una V ben aperta.

Crumiri

Per la foto: all’inizio ho formato delle V, ma poi risono limitato ai bastoncini, troppa fatica!